Fitofarmaci: difesa integrata diventa obbligatoria, ma servono chiarimenti
Il Piano nazionale per l´uso sostenibile dei fitofarmaci, in attuazione di quanto stabilito dalla dir. 2009/128/CE, prevede che dal 1° gennaio di quest´anno tutte le imprese agricole convenzionali devono convertirsi al metodo di produzione integrata. Tale sistema di difesa fitosanitaria sarà l´unico ammesso insieme al metodo di produzione biologico.Una grande rivoluzione per l´agricoltura europea. Un po´ meno per quella italiana dove gran parte delle imprese ortofrutticole, sia per l´adesione volontaria alle misure agroambientali, sia per i contratti con la Grande Distribuzione Organizzata, ormai adottano quasi tutte tale metodo di produzione a basso impatto ambientale che combina l´uso di molecole di sintesi chimica con la lotta biologica.La scelta che è stata operata attraverso il Pan è quella di prevedere: delle norme base di difesa integrata obbligatorie per tutte le imprese agricole, oggi convenzionali, che non sarà incentivata più dai Piani di Sviluppo Rurale proprio perché cogente per tutti; un Sistema di Qualità Nazionale di difesa integrata, con disciplinari più restrittivi rispetto alla base line obbligatoria, identificata Per quanto riguarda il Sistema di Qualità Nazionale relativo alla difesa volontaria, il decreto che deve renderlo operativo, è ancora all´esame della Conferenza Stato Regioni che a causa di una divergenza di orientamento con l´impostazione del Ministero, non ha ancora approvato il provvedimento. Secondo la proposta di decreto, infatti, quando le Regioni non inviano le deroghe rispetto ai singoli disciplinari regionali, entro i temi previsti, il Mipaaf può modificare i disciplinari regionali esercitando una sorta di potere sostitutivo. Le Regioni non condividendo tale impostazione, al momento non hanno consentito l´approvazione del decreto contribuendo così a ritardare l’entrata in vigore di uno strumento utile per la valorizzazione delle nostre produzioni ortofrutticole.Tra le tante novità che caratterizzeranno la nuova Pac alcune di esse sembrano poter assegnare un ulteriore ruolo all´ istituendo Sistema di qualità nazionale di produzione integrata. Oltre al compito a cui naturalmente dovrebbe assolvere, cioè rendere più competitive le imprese agricole che avranno la possibilità di commercializzare prodotti certificati, il sistema di qualità ben si presta ad assolvere a molti dei nuovi impegni posti dall´Unione europea. Tuttavia, le misure del Pan sulla difesa integrata, in considerazione del ruolo centrale che svolgono le Regioni, presentano alcuni aspetti che andrebbero chiariti a breve per dare indicazioni certe agli agricoltori convenzionali su obbligatorietà dei tempi e delle modalità di conversione a tali metodi di produzione, per cui sarebbe auspicabile l´emanazione di una circolare applicativa da parte del Mipaaf proprio rispetto a tale aspetti specifici al fine di evitare comportamenti difformi da parte delle regioni ed un ‘esposizione delle imprese agricole ad eventuali sanzioni.Resta, infine, da sciogliere il nodo principale e, cioè, se la Commissione Ue approverà o meno il Pan dell´Italia nella sua attuale formulazione, in quanto si è ancora in attesa della sua approvazione. Senza il parere positivo dell’organo comunitario non è possibile infatti avviare il complesso sistema previsto.Fonte: il Punto - Coldiretti
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